angolo autorə: heilà sono respawnatə! sorry ma con la scuola che è ricominciata ho avuto tantissimo da fare ma ora tornerò ad aggiornare le storie!
I tre uscirono dalla Cabina n. 13 a passo svelto, seguendo Nico che si diresse verso il retro delle stalle dei pegasi. Una volta lì, scostò un cespuglio, rivelando un buco nel terreno.
- Nico! Non dovresti evocare i fantasmi nel Campo! Perché c'è una latrina apposta?! -, lo rimproverò Will. Il figlio di Ade arrossì: - Prima di incontrare te non è che avessi molti amici... e poi non mi ero ancora lasciato alle spalle il ricordo di Bianca. La chiamavo spesso dagli Inferi, in realtà. -.
Il suo ragazzo gli lanciò uno sguardo di rimprovero, al quale però ne sopraggiunse rapidamente uno di dolcezza. Il Ragazzo della Morte aprì le lattine di Diet Coke che si era portato dietro e la versò nella piccola fossa, poi vi gettò qualche pezzo di mela sgraffignato dalle mangiatoie degli equini.
- Che i morti assaporino ancora, che sorgano e accettino quest'offerta. Bianca Di Angelo, vieni a me! -, cantilenò mentre alcune sagome argentee comparivano nell'ombra.
Fra tutte, ce n'era una che pareva brillare più delle altre e che si faceva mano a mano più nitida. Si avvicinò, bevve dalla buca e, quando si rialzò, oramai era completamente visibile. Indossava un giubbotto parka argentato e aveva un arco a tracolla. I suoi capelli neri e lisci, infilati sotto ad un berretto verde, le ricadevano morbidamemte sulle spalle, incorniciando il suo viso pallido che un tempo doveva essere stato olivastro. Gli occhi, erano uguali a quelli di Nico e Kaya, marroni scuro e tempestosi, quasi come se un fuoco nascosto vi ardesse all'interno.
- Heilà, Bianca. -, la salutò Nico con voce tremula.
La ragazza lo fissò, uno sguardo perplesso negli occhi che presto però si tramutò in un sorriso. - Ciao, Nico. Come va, Will? Era da un po' di tempo che nn mi chiamavi, fratellino. Pensavo... avessi lasciato finalmente andare il passato. Cosa è successo? -, disse lei. La sua voce era malferma, lontana, come se parlasse da dietro uno schermo.
- Ecco... in realtà volevo presentarti una persona. -, spiegò lui scostandosi di lato e rivelando Kaya. La ragazzina si fece avanti e fissò il fantasma della sorella negli occhi, con curiosità, ricambiata dalla stessa figlia di Ade che rivolse a Nico uno sguardo interrogativo: - Lei... si chiama Kaya. È appena arrivata al Campo ed è anche stata appena riconosciuta... -. Bianca piegò la testa. - Bi, lei... è una figlia di Ade. -.
Vi fu un momento di silenzio. Nessuno parlò e gli occhi della ragazza per poco non strabuzzarono fuori dalle orbite alle parole del fratello. - Dunque... tu e Hazel... non eravate rimasti da soli? -. Il Ragazzo della Morte scosse vigorosamente il capo. Una singola lacrima argentea di commozione rigò la guancia sinistra di Bianca.
- Beh, allora benvenuta, sorellina. Mi sarebbe piaciuto conoscerti da viva ma... oramai sono più di 5 anni che me ne sono andata. E se le cose andranno come devono andare... questa potrebbe essere la prima e ultima volta che ci vedremo. Avrei voluto esserti accanto mentre scoprivi tutto il mondo di noi semidei ma... non ce l'ho fatta nemmeno con Nico. Sappi solo che saranno lui e nostro padre a guidarti vedrai. -.
Kaya non conosceva quella ragazza, non l'aveva mai vista in vita sua, ma dopo quelle parole un senso di vuoto le attanagliò lo stomaco e il cuore. - Sayonara, O ne-sama. -.
Il fantasma della figlia di Ade tremò: - È già passato troppo tempo Nico, devo andare. Vi voglio bene e ve ne vorrò sempre. Anche la mamma te ne vuole, fratellino. -, mormorò in tono sbrigativo la ragazza. Allungò una mano per accarezzare il viso di Nico un'ultima volta, ma, come sempre, la sua mano si dissolse prima ancora di toccare la carne viva della ragazzo. - Addio. - disse e svanì nel nulla.
Will abbracciò Nico e gli stampò un bacio in fronte. - Se n'è andata per sempre. -. Rimasero lì, a guardare la fossa dove ancora galleggiavano i pezzi di mela.
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