17

Stefan

Mi sento afferrare dal polso e noto improvvisamente di essere steso sul pavimento e Melanie è sopra di me che mi colpisce con pugni, schiaffi, graffi e a volte mi tira i capelli facendomi piegare la testa indietro.

«Sei un lurido pezzente. Volevi la mia morte ma non l'avrai mai io sarò il tuo peggior incubo, il tuo tormento e il tuo errore più grande.»

Il corpo mi brucia e non riesco a fermarla.

«Come ci sente a essere trattati così, eh? Cosa si prova a essere maltrattati? Da schifo!»

Si alza, mi guarda freddamente, solleva una gamba e mi colpisce con forza nella zona bassa.

Si avvicina a Christopher e gli parla in modo dolce chiedendo se sta bene.

Ancora lui, sempre lui.

Uno sconosciuto che si è intromesso tra noi.

Lui la abbraccia per rassicurarla e la stringe al suo petto. Ha ragione lei.

L'abbiamo costretta a vivere in un mondo che non è suo,ma il popolo ha apprezzato lei e non Natasha.

Natasha si avvicina a noi e Melanie la guarda disgustata.

«Vi lascio soli, ho sentito come eravate affiatati.»

«Oddio sorellona eri tu allora, fatti abbracciare.»

Natasha l'abbraccia e Melanie la allontana con forza.

Esce dal castello e si avvicina al popolo che la segue.

Poi accade qualcosa che non capisco.

Il popolo l'accerchia e le mettono una corona sul capo.

Poco dopo un sacerdote la benedice e le appoggia un mantello color fuoco.

«Cosa le stanno facendo?» chiede Natasha.

«La stanno benedicendo» affermo.

«Che significa?» continua a chiedere.

«Se lei muore, con questo sacramento io non potrò più risposarmi. È riconosciuta ufficialmente come la patrona di questo regno. Alla sua morte il regno o morirà con lei o passerà al bambino.»

«E ora Stefan? Chi era la persona disgustosa tra te e lei?» afferma Christopher divertito.

Christopher

Ho scoperto situazioni agghiaccianti in quel castello.

Dal giorno in cui ho scoperto la gravidanza di Melanie ho chiesto a una domestica di dirmi tutto, di proteggerla da tutto ma soprattutto dal mostro.

Ogni giorno la domestica veniva da me e mi raccontava tutte le mostruosità che stavano accadendo.

Quel giorno, quando mi ha raccontato dell'incidente, non sono riuscito a calmare la mia ansia... quel mostro ha preferito la vita del bambino e non la vita di lei.

Sperava che lei morisse ma il destino gli si è ritorto contro, lui mi vedeva avvicinarmi a lei mentre le leggevo delle poesie, le sue preferite.

Tutto ciò accadeva mentre lei ascoltava, lei era sveglia fingendo di non sentire, ogni giorno mi stringeva il dito per dirmi che era sveglia, che mi ascoltava.

Mi ha sorriso più volte mentre ascoltava i miei racconti.

Un giorno le ho detto che se desiderava qualcosa che non aveva mai avuto, deve fare qualcosa che non aveva mai fatto... ha funzionato.

Sapevo che stava aspettando il momento giusto per agire infatti l'ha fatto nel momento in cui quella persona mi stava uccidendo in piscina.

Quella ragazza potrebbe non dimostrarlo, ma ha un coraggio da far invidia a tutti.

Si è alzata velocemente dal pavimento e si è tuffata aiutandomi, lo ha spinto e colpito più volte.

È la prima volta che ho visto in lui uno sguardo di terrore... è stato uno spettacolo.

Ora la sua corsa è finita, è stata investita come unica sovrana, è cresciuta come contadina ma è diventata una ra- gazza speciale, nonostante tutto quello che ha subito, lei è ancora qui, ha combattuto contro la morte ed è tornata più forte di prima. Prima era la regina di Francia, ora è la donna che tutti vorrebbero al proprio fianco, è una ragazza che aiuta sempre tutti, si rende subito disponibile.

Lo fa fatto anche quando era debole, quando era malata, quando non aveva le forze per camminare, eppure lei era lì per dimostrare al mondo intero che nonostante gli ostacoli che nel proprio cammino si possono incontrare, ci sarà sempre un modo per affrontarli e andare avanti con la testa alta.

Ti amo Melanie. Quando di guardo, provo queste emo- zioni cosa posso fare?

Se il nostro destino non era quello di stare insieme, apprezzo che tu abbia condiviso un po' della tua storia con me.

Nella prossima vita desidero essere il tuo compagno, qualcuno che ti starà sempre vicino. Giuro di non abban- donarti mai e di non farti piangere, voglio regalarti dei momenti unici che rimarranno impressi nella tua mente.

In questa vita non sono stato abbastanza forte da lottare per te, se avrò una minima opportunità in futuro ti prometto che non ti deluderò.

...Melanie...

«Con questa corona...»

Inizio a piangere, le persone finalmente iniziano ad amarmi per quello che sono realmente, voglio essere protetta così per sempre.

«Ora ha totalmente l'appoggio di tutti, nessuno può farle nulla.

Ha la benedizione di tutti noi. Questa corona appartiene a una persona importante e vogliamo che solo lei la porti sul suo capo.»

Mi alzo e noto che mi hanno posato sulle spalle un mantello scarlatto.

Alzo il capo e sorrido davanti a tutti.

«lo giuro davanti a tutti voi, che mio figlio non subirà nulla.»

Sorrido e alzo la corona dal mio capo.

«Lunga vita alla regina! Lunga vita alla regina.»

Iniziano a urlare e a festeggiare.

Mi sento afferrare da dietro, mi volto lentamente ed è lui, l'uomo con cui voglio condividere il resto della mia vita. Christopher si avvicina e mi abbraccia.

«Spero che la regina non mi punisca per averla toccata senza il suo consenso.»

"Come potrei farlo? Sei stato l'unico a restare con me fino alla fine" penso.

«E tutto finito, non potrà più toccarti, ci sono io qui.»

Scoppio a piangere commossa, mi accarezza la schiena e prende dalle braccia della domestica il bambino.

«Tua sorella è andata via ora puoi rilassarti.»

"Finalmente sono libera, non la vedrò mai più, è sparita dalla mia vita" penso sollevata.

«Come lo chiamerai?» chiede accarezzando la testa del bimbo.

«Non lo so ancora, voglio che abbia un nome da combattente, è rimasto vivo nonostante io abbia subito tante cattiverie» dico mentre guardo il neonato.

«Non avrà mai il nome di mio padre o di mio suocero.»

Mi bacia sulla guancia.

«Dovremmo brindare, non lo pensi anche tu?»

Guardo in direzione del castello e sorrido felice guardando il volto di Christopher.

"Ho vinto io, nella vita c'è chi sale e chi scende ed io sono destinata a salire" penso.

«Ma... cos'è quel sorriso che vedo sul tuo viso?» sorride.

«Io... sono felice di avere al mio fianco un ragazzo così dolce e premuroso come te, se non ci fossi stato tu io avrei mollato tutto senza dire niente a nessuno e non sarebbe nato nemmeno lui» indico il bimbo per poi darlo alla domestica.

«Alla tua rinascita» solleva un bicchiere di vino.

«Alla rinascita di tutti!»

Sollevo anche io un bicchiere e bevo il vino.

«Vedo che vi state divertendo.»

Sento la voce di Stefan, è arrivato a rovinare l'atmosfera.

«Sì finché non sei arrivato tu!» affermo seria senza guardarlo.

«Come osi!»

Alza il tono della voce e sento una presenza dietro di me, è il mio principe, mi sta proteggendo come scudo.

«Se osi toccarla diventerai carne da macello.»

Christopher è molto serio mentre parla.

«Non finisce qui!» urla e tutti si girano a guardarlo ma lui evita gli sguardi e torna nel castello.

Quando tutto termina, rientro nel castello e lo guardo, ha il capo chino.

"Non lo perdonare, non farlo. Te ne pentirai a vita. Sarà

il più grande errore mai commesso in vita tua." Decido di non ascoltare le voci nella mia testa e mi avvicino.

«Per il bene del bambino ho deciso di perdonare tutti i tuoi sbagli, non farmene pentire o non mi rivedrai mai più, mi allontanerò da te prima che tu possa colpirmi.»

Lui mi guarda con un sorriso smagliante e mi abbraccia, posa il capo sul mio petto mentre lo guardo indecisa.

"Spero che tu cambierai altrimenti non esiterò a colpirti con un coltello" penso.

«A cosa stai pensando?» Si alza avvicinando il suo viso al mio, inizia ad accarezzarmi i capelli in modo dolce.

"Sta sicuramente nascondendo qualcosa" rifletto.

«A un tuo sincero cambiamento, dovrai cambiare totalmente.»

Lo guardo con sicurezza, dopo aver visto la morte con i miei stessi occhi il giorno che mi ha spinto dalle scale, non mi spaventa più nulla.

«Ora tocca a me parlare, volevo dirti che in realtà tutto ciò che ho pensato su di te non è vero. Non è vero che sei brutta e che hai un corpo orrendo, ho mentito il giorno che hai cucinato. Non ho mai pensato che la tua morte mi avrebbe portato sollievo. Non ho mai voluto niente di tutto ciò, quando hai iniziato a digiunare ho iniziato a preoccuparmi, a volte mentre dormivi ti sollevavo la veste da notte e vedevo le ossa. Accetto qualsiasi punizione» dice piangendo.

È la prima volta che piange.

«Ti ho sempre desiderata con tutto il mio cuore e la relazione che avevo con tua sorella mi ha distrutto dentro. Avevo pensato successivamente che se tu ti fossi sposata con me io avrei rivisto lei in te, ma mi sono sbagliato dal primo momento.

Lei voleva solamente i miei soldi, ha venduto tutte le informazioni segrete ai Rossweisse. Lui stava conquistando anche la Francia e non sono riuscito a trattenermi così ho fatto crollare lui è tutta la sua miserabile vita» si inchina ai miei piedi.

«Allora perché ti sei riavvicinato a lei nonostante tutto quello che ha fatto?»

«Speravo che la tua gelosia potesse essere qualcosa di positivo.»

«Gelosia?» Scoppio a ridere.

«Se ricordi il giorno che eravamo in vacanza è comparsa dal nulla, ti ho chiesto dove andavi e mi hai risposto in modo brusco dicendomi che non erano questioni che mi riguardavano. Se una persona ci fa soffrire bisogna superare quel dolore.»

«Lo so e non mi perdonerò mai per tutto il male che ti ho fatto» continua a piangere singhiozzando.

«Mi hai mai amata?»

Alza il capo e mi guarda ma non risponde.

Sospiro e indietreggio.

«Accetti qualsiasi punizione, giusto?» chiedo sorridendo.

«Pur di farmi perdonare, sì.»

Vado in cucina e prendo l'acqua, la faccio gelare molto

mettendo il contenitore di legno fuori al gelo e quando torno da lui la verso lentamente sulla sua testa bagnandolo totalmente.

«Questo è solo l'inizio, preparati al peggio.»

Porta indietro i suoi capelli e mi guarda negli occhi, si alza e si avvicina.

Non indietreggio ma mi spinge lui piano vicino al muro.

«Ora posso ricevere un bacio da te?» chiede con occhi da cucciolo.

«No sei bagnato e stai bagnando anche me.»

«Allora torno subito» inizia a correre in direzione della nostra camera.

Torna da me con i vestiti puliti e si riavvicina abbracciandomi.

«Ora posso ricevere quel bacio?» avvicina le sue labbra alle mie.

«Puzzi» allontano il suo viso e le sue mani dal mio corpo.

«Quanto devo aspettare? L'attesa sarà così dolorosa?»

Si siede stanco sulla poltrona.

«Quanto ho dovuto aspettare per un tuo cambiamento?» Gli rivolgo le spalle.

«Quasi un anno» dice deglutendo.

«Questo significa che la tua pena sarà lunga il doppio.»

«Cosa?!» alza il tono di voce.

"Sì stupido idiota, non mi toccherai, non mi bacerai e soprattutto dormiremo in camere separate. Ti farò pagare anche il male che hai fatto a Christopher" penso gelida.

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